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DIDO |
DIDO
da Epistulae Heroidum di Publio Ovidio Nasone Lenz Teatro Con Dido si compie il lungo percorso performativo e visuale ispirato alle opere di Ovidio: dopo Radical Change, Chaos ed Exilium, libere creazioni tratte da Le Metamorfosi e I Tristia, Lenz Rifrazioni innesta la propria poetica visionaria sulle Epistulae heroidum, per rielaborare artisticamente la figura di Didone, la regina suicida icona dell’estremismo sentimentale. Didone rappresenta il corpo mitico dell’Africa, conquistato, goduto e abbandonato dall’eroe d’occidente Enea, fondatore di Roma e del nuovo impero. E la stessa Cartagine, la città fondata da Didone, è secondo il mito definita e circoscritta da pelle animale, sottile e vulnerabile. Pelle, corpo, cute, si arrossano di passioni, tremori e dolori sotto lo sguardo di desiderio della latinità senescente di Enea. DIDO di Lenz Rifrazioni mette al centro della creazione il rapporto tra i soggetti performanti, una donna-bambina e un vecchio-maschio. Il testo prende corpo attraverso una partitura filmica stratificata, realizzata nel sito archeologico di Cartagine in Tunisia e a Cartagena in Spagna, che restituisce mappe geografico-emozionali, visioni poetiche che dilatano l’azione performativa e invadono lo spazio scenico, rifrangendo i nuclei drammaturgici primari del mito tragico.
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