HAMLET creazioni | mod_L

Hamlet al Farnese

 

more {...}
 

img

Hamlet a Colorno

 

more {...}
 

img

Hamlet a San Secondo

 

more {...}
 

img

H= 277 lb

 

more {...}
 

img

H 1 | 2 | 3

 

more {...}
 

img

H 4 | 5 | 6 Black Widows

 

more {...}

Intro | Progetto Hamlet

hamlet

Hamlet, tratto dal capolavoro di William Shakespeare, con la regia di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, è interpretato da un numeroso gruppo di attori composto da un nucleo di attori sensibili da anni protagonisti delle più significative opere di Lenz, e da attori ex lungo degenti psichici del manicomio di Colorno ora ospiti della comunità terapeutico-riabilitativa di Pellegrino Parmense. Il gruppo dal 2000 sperimenta le proprie capacità espressive in un laboratorio permanente condotto da Lenz Rifrazioni in collaborazione con il Dipartimento Assistenziale Integrato di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma.

Il progetto Hamlet rappresenta la nuova tappa di un percorso laboratoriale ed artistico che ha messo al centro della poetica e dell’estetica di Lenz Rifrazioni la sensibilità psichica dell’attore contemporaneo; un ulteriore passaggio artistico dopo l’ampio progetto quadriennale sull’opera teatrale di Georg Büchner (Woyzeck, Lenz, Leonce e Lena, La Morte di Danton), e gli ottimi riscontri del tour di Leonce und Lena realizzato nel 2007 nei più importanti teatri dell’Emilia-Romagna e vincitore del Premio nazionale per la comunicazione responsabile Aretê 2007.

Nella scrittura scenica l’opera, culmine di una lunga ricerca linguistica sulla nuova espressività dell’attore sensibile nel teatro contemporaneo, è stata completamente ritradotta in 14 sequenze che si configurano attraverso lo status drammatico dei performer. L’asimmetria strutturale del testo, il suo perfetto disequilibrio drammaturgico, aderiscono profondamente all’asimmetria psichica degli attori che lo incarnano. Gli interpreti, innestando i nodi concettuali e tematici dell’Hamlet nel proprio paesaggio intimo, hanno intensamente dialogato in un lungo lavoro laboratoriale durato due anni con le parole del dramma, fino a produrne una vera e propria riscrittura emotiva, personale ed unica.

Dopo la messa in scena dello spettacolo nel 2010 nella Rocca dei Rossi di San Secondo e nel 2011 nella Reggia di Colorno, nel 2012 Hamlet sarà presentato nel Complesso della Pilotta di Parma, prestigioso epicentro culturale del territorio che comprende il seicentesco Teatro Farnese.

Nel 2012 Hamlet di Lenz Rifrazioni entrerà inoltre a far parte dell’archivio video&performance Global Shakespeares, piattaforma on line coordinata dal Prof. Alexander Huang della George Washington University che raccoglie interventi, contributi ed opere dei più eminenti studiosi di Shakespeare a livello mondiale.
hamlet 

“Il disegno drammaturgico di Hamlet mette al centro della riscrittura shakespeariana il processo di simulazione poetica della follia che porta a compimento il destino tragico di Amleto, la piena verità della finzione. Spiriti in luce d'arte e bellezza, in oscura verità e in gioiosa incertezza gli attori sensibili depongono il proprio sentimento ai piedi dell'umano monumento di sé, il teatro d'Amleto. Opere di voce e di corpo, abili alle parole del cuore e ai gesti del pensiero, gli attori che lingue di vite diverse sanno parlare, si fondono nell'amorevole e terribile via della scena. Il teatro che si annida nel tempo del futuro è il luogo in cui le nature che sfuggono al dominio della regola, le supreme, si uniscono nell'arte del vivente. Un passo avanti nel campo del linguaggio, campo di segni sovrapposti, scomposti, dove la complicanza degli intrecci diventa di colpo chiara mappa di orientamento. Il nostro lavoro di ricerca è facile per gli attori dotati di plussensibilità, da formule difficili e non univoche passano direttamente a risultati facili. Sorvolano, scivolano via, volano al punto. “To be, or not to be, I there’s the point” dice Amleto. “Io qui, o io non qui...” con assonanza imposta e saldi piedi piantati in terra sconsacrata. La grazia benedice la loro natura, la loro fantasia, il loro talento. Il teatro nasce ogni volta per la prima volta. Dritto al punto risolve la questione: ascoltatemi e guardatemi perché io sono la bellezza. Non si preparano, non c’è svuotamento dalla condizione umana perché entrano in scena dalla vita stessa senza perdite. Abbiamo composto affreschi da Hölderlin e Kleist, da Calderòn e Büchner, da Shakespeare e Goethe, parlato lingue ricostruite e nuove, reinventato suoni dal blank-verse shakespeariano e dall’english collettivo, messo in musica sonetti foscoliani e cantato arie barocche perdute e ritrovate: le connessioni ci hanno portati a loro. Erano da sempre sulla nostra mappa”.

Francesco Pititto