_Raffaella Giordano

Raffaella Giordano inizia lo studio della danza nel 1987 presso la scuola Bella Hutter di Torino. Nel 1980 entra nella compagnia teatro e danza La Fenice di Venezia, diretta da Carolyn Carson partecipando agli spettacoli Undici Onde, Underwood e Chalwork. Nel 1981 partecipa con il Wuppertal Tanztheater diretto da Pina Bausch agli spettacoli Kontaktof, Blaubart e La Scare du printemp. Nel 1984 è con fondatrice della Compagnia Sosta Palmizi con la quale, come danzatrice e coreografa, crea gli spettacoli Il Cortile, Tufo, e Perduti nella notte. Nel 1987 realizza la sua prima coreografia individuale Ssst per sette danzatori in coproduzione con Bois de la Batie di Ginevra. Nel 1988 lavora come coreografa per l’opera Rosamunda al Teatro La Fenice di Venezia e l’anno successivo inizia la sua collaborazione come coreografa per la Folkwang Hochschule di Essen in Germania, diretta da Pina Bausch dove crea lo spettacolo Inuit e nel 1995 Il Volto di Aria. Nel 1990 gli viene assegnato il premio della critica DanzaeDanza quale migliore interprete della nuova danza italiana. Nel 1995 partecipa alle riprese di alcune scene del film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola. Nel 1988 Raffaella Giordano crea la sua ultima coreografia, il quartetto La notte trasfigurata e l’assolo Il Canto della Colomba su musiche di Schoenberg che le vale per la seconda volta l’assegnazione dl premio della critica DanzaeDanza.


….la scrittura sviluppa la sua forza comunicativa nella semplicità del gesto, riabbracciando il valore della forma come specchio di un contenuto intimo.
Vita interiore che viaggia di mano in mano.
La trama dei gesti è attraversata dai vapori del cantico e porta con se il tema dell’amore, la profondità del tempo, la parola lasciata allo spazio.

“Nelle maglie della scrittura
si inscrive il potere del tempo
e anche lo spazio che accoglie
racconta ciò che al suo interno riposa
Sono un pezzo di storia
le voci di vivi e morti accompagnano il mio fare
l’amore mi ha fatto nascere
la trama dei gesti porta con se il tema dell’amore
la percezione è viva di un rapporto esistente
l’amore spinge e manca di un tu e di un me non trovati
lo spazio e il tempo sanno cose che non possiamo sapere
questa solitudine nasce nel respiro
e può vivere solo se e perché guardata”
Raffaella Giordano

 

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